Evolving capacities of the child

Studio realizzato da Gerison Lansdown per Il Centro Di Ricera Innocenti di UNICEF, in stretta collaborazione con il Centro Innocenti e con Save the Children Svezia.

Leggi e scarica la pubblicazione "Evolving capacities of the child" in Inglese sul sito UNICEF .

Leggi e scarica la traduzione (non ufficiale) in Italiano.

LA PARTECIPAZIONE A SCUOLA TEORIE, PRATICHE E STRUMENTI

Lavorare in un’ottica di CRC, Convenzione ONU sui diritti del fanciullo, configura un processo educativi differente: educazione allo sviluppo, alla globalità e alla mondialità, ecologico, solidaristico ed egualitario.

La CRC come punto di partenza per lo sviluppo del proprio contesto locale e per formare individui in grado di governare il mondo senza “rinchiudersi nella propria fortezza” ma con una visione globale dello sviluppo

la CRC ha superato la maggiore età e la sua divulgazione concorre nella nostra epoca a sviluppa nei la bambini un processo identitario differente
la titolarità
l’esercizio
la rivendicazione

La scuola italiana ha il dovere di rivolgersi, parlare ai bambini, ai ragazzi e ai giovani con un approccio centrato sui diritti, ha  l’obbligo di educarli alla cultura dei diritti e all’assunzione, in base ai livelli di autonomia e di crescita, delle responsabilità connesse all’essere titolare di quei diritti.

Non discriminazione, superiore interesse , protezione e partecipazione sono i quattro principi generali contenuti nella CRC. Questi  dovrebbero diventare le linee guida, non solo ispiratrici,  ma per rinnovare le pratiche educative e formative a scuola

In particolare gli autori individuano nel principio di partecipazione l’elemento strategico attraverso il quale far entrare la CRC non solo nelle attività educative, ma anche nei curricoli.

In base alle “evolving capacities of the child”  la partecipazione dei bambini, dei ragazzi e dei giovani a scuola è un insieme di pratiche che vanno pensate, programmate “insegnante” e “imparate” inserendole nella cornice più ampia dell’educazione alla cittadinanza globale. Questo non come esercizio, simulazione di un futuro, quando si diventerà adulti ma come compito di realtà, realizzazione dell’essere cittadini da subito, nell’esercitare e rivendicare i propri diritti.
Questa pratica non può essere trasmessa  e acquisita passivamente ma collocata in un processo dove l’insegnante, per dare attuazione alla CRC, riconosce il diritto dello studente ad essere ascoltato, alla libertà di espressione e di pensiero, creando spazi di protagonismo, di pratiche e di apprendimento attivo e basato sulle scelte concordate con lo studente. La direzione è quella del superamento della classe quale mero luogo di trasmissione delle conoscenze per arrivare alla classe come laboratorio in cui la conoscenza si costruisce assieme allo studente

Uno degli strumenti per questa dimensione è l’utilizzo delle nuove tecnologie e dei new media: mezzi per libertà di ricercare, ricevere e produrre  informazioni L’utilizzo di nuove tecnologie si configura anche come possibilità di documentazione e di produzione per qualificare gli incontri con le amministrazioni pubbliche del territorio di riferimento.

I contributi che potrete scaricare da questa pagina  individuano alcune “buone pratiche” che non appartengono più all’ambito della sperimentazione di nicchia,  ma che, nel loro essere a disposizione di tutti, sono trasferibili e realizzabili  nella quotidianità di ogni contesto scolastico.


 

 
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